Scegliere le cuffie sembra complicato perché i modelli sono tantissimi e le schede tecniche parlano una lingua
tutta loro. In realtà le domande che contano sono poche e vanno fatte in questo ordine: dove le userai, come si
collegano, e solo alla fine quali caratteristiche ti servono davvero. Questa guida segue proprio questo ordine.
Per i termini tecnici trovi le definizioni nel glossario.
Prima domanda: dove le userai?
La forma delle cuffie (la tipologia) dipende quasi tutta dall’uso. Ci sono quattro famiglie principali:
- Over-ear o circumaurali: i padiglioni circondano tutto l’orecchio. Sono le più
comode per molte ore, isolano bene e hanno spazio per batterie grandi e cancellazione del rumore.
- On-ear o sovraurali: i cuscinetti appoggiano sull’orecchio. Più piccole e leggere
delle over-ear, ma dopo un po’ possono premere, soprattutto se porti gli occhiali.
- In-ear o intrauricolari: entrano nel condotto uditivo con gommini in silicone o
memory foam. Isolano molto per la loro dimensione e stanno in tasca.
- Auricolari aperti: appoggiano all’ingresso del condotto senza chiuderlo, come i
classici auricolari dello smartphone. Lasciano sentire l’ambiente.
Con l’uso in mente, la scelta si restringe subito:
A casa
In casa non devi isolarti dal traffico né portare le cuffie con te. Qui le over-ear sono imbattibili, e vale la
pena considerare anche modelli con il filo e aperti, che offrono un suono più arioso. Se ascolti tanta musica,
è il caso in cui conviene investire sulla qualità del suono più che sulle funzioni.
In viaggio e sui mezzi
Treno, aereo e metropolitana sono rumorosi: la combinazione vincente sono over-ear chiuse, Bluetooth e con
cancellazione attiva del rumore. Se lo spazio nello zaino
conta, gli in-ear true wireless con ANC sono l’alternativa più compatta.
Sport e corsa
Per correre servono auricolari leggeri che restino fermi: in-ear con alette o con archetto dietro l’orecchio,
meglio se resistenti al sudore. Le cuffie grandi scaldano e si spostano. Trovi i modelli adatti tra le
cuffie per lo sport e le cuffie per correre.
In ufficio e in videochiamata
Qui conta il microfono, più della musica. Va bene una cuffia leggera con microfono vicino alla bocca, oppure
un modello Bluetooth che si collega sia al computer sia allo smartphone. Dai un’occhiata alle
cuffie con microfono.
Gaming
Chi gioca cerca un microfono ad asta, comfort per sessioni lunghe e il minor ritardo possibile tra immagine e
suono: per questo il cavo o un dongle USB dedicato funzionano meglio del Bluetooth. Vedi le
cuffie gaming e, se giochi dal telefono, la guida alle
cuffie per giocare da smartphone.
Seconda domanda: con il filo, Bluetooth o via radio?
- Con il filo: nessuna batteria, nessun ritardo, nessun abbinamento. È ancora la scelta migliore per
l’ascolto attento a casa e per il gaming competitivo. Attenzione però: molti smartphone non hanno più l’uscita
jack da 3,5 mm, e serve un adattatore USB-C.
- Bluetooth: la scelta più comoda per smartphone e computer portatile. Oggi la
qualità è buona per quasi tutti; conta il codec supportato da telefono e cuffie (AAC con iPhone, aptX o LDAC
con molti Android).
- Via radio (RF) o con base: usate soprattutto per la TV, perché coprono distanze maggiori e hanno un ritardo
minimo. Trovi più dettagli nella guida alle cuffie per la TV.
Se ti chiedi se valga la pena passare agli auricolari senza fili, c’è un confronto apposito:
auricolari con cavo o true wireless.
Terza domanda: aperte o chiuse?
Il sistema acustico descrive cosa succede dietro il driver, l’altoparlante della cuffia:
- Chiuse: isolano dai rumori esterni e non disturbano chi ti sta vicino. Sono la scelta
standard per viaggio, ufficio e sport.
- Aperte: il suono “respira” ed è più naturale, quasi come avere le casse nella stanza,
ma si sente anche fuori e non isolano. Vanno usate a casa.
- Semiaperte: una via di mezzo, con un po’ di isolamento e un suono comunque arioso.
Le sei caratteristiche che contano
Una volta scelte forma e collegamento, queste sono le voci della scheda tecnica da guardare:
- Comfort: peso, morbidezza dei padiglioni e forza con cui l’archetto stringe. Se porti gli occhiali leggi la
guida alle cuffie per chi porta gli occhiali.
- Cancellazione attiva del rumore (ANC): utilissima in viaggio, inutile in una stanza silenziosa. La guida
alla cancellazione del rumore spiega come funziona.
- Autonomia: per le cuffie Bluetooth, almeno 20 ore per le over-ear e 5–6 ore per gli in-ear (più le ricariche
della custodia) coprono una giornata piena.
- Microfono: decisivo per telefonate e videochiamate. Più è vicino alla bocca, meglio filtra i rumori.
- Resistenza ad acqua e sudore: indicata con la sigla IPX seguita da un numero; per lo sport serve almeno IPX4.
- Impedenza: con smartphone e portatili meglio valori bassi; le cuffie da studio con impedenza alta vogliono un
amplificatore. Il glossario spiega anche sensibilità e risposta in frequenza.
Quanto spendere: le fasce
Non serve spendere il massimo per stare bene, ma è utile sapere cosa aspettarsi da ogni fascia:
- Fascia economica: cuffie Bluetooth semplici, spesso on-ear o in-ear, con buona autonomia e qualità sufficiente
per musica e telefonate. Raramente hanno una cancellazione del rumore efficace. Vedi le
migliori cuffie economiche.
- Fascia media: arrivano la cancellazione del rumore, app con equalizzatore, materiali migliori e codec di
qualità più alta. È la fascia più interessante per la maggior parte delle persone.
- Fascia alta: ANC di riferimento, microfoni migliori, funzioni come l’audio spaziale; per l’ascolto a casa,
cuffie con il filo da audiofili.
Guide per esigenze specifiche
Se hai già un’idea di cosa ti serve, le guide dedicate vanno più nel dettaglio:
Qui sotto trovi un modello per ciascun uso. Le schede tecniche vengono dai produttori; per i modelli che abbiamo
recensito c’è il link alla recensione completa.
Domande frequenti
- Meglio cuffie over-ear o auricolari in-ear?
- Dipende da dove le usi. Le over-ear sono più comode per molte ore e hanno più spazio per batteria e cancellazione del rumore; gli in-ear stanno in tasca e sono la scelta giusta per lo sport e per chi si muove molto.
- Le cuffie Bluetooth suonano peggio di quelle con il filo?
- A parità di prezzo la differenza è piccola per la maggior parte delle persone. Il cavo resta utile per l'ascolto critico a casa, per il gaming competitivo (niente ritardo) e quando non si vuole pensare alla batteria.
- La cancellazione attiva del rumore serve davvero?
- Sì, se viaggi spesso o lavori in ambienti rumorosi: riduce soprattutto i rumori costanti come motori e aria condizionata. A casa, in una stanza silenziosa, se ne può fare a meno.
- Cosa vuol dire cuffie aperte o chiuse?
- Le cuffie chiuse isolano e non fanno uscire il suono, quindi vanno bene in ufficio e in viaggio. Le aperte lasciano passare l'aria e il suono: risultano più ariose e naturali, ma sono adatte solo a casa.
- Quanto conta l'impedenza?
- Per smartphone e computer portatili conviene restare sotto i 50 ohm circa. Valori alti, come 250 o 300 ohm, sono tipici delle cuffie da studio e da casa che lavorano meglio con un amplificatore per cuffie.
- Quali cuffie scegliere se porto gli occhiali?
- Over-ear con padiglioni ampi e morbidi che non schiacciano le stanghette, oppure auricolari in-ear che non toccano gli occhiali. Le on-ear sono le più scomode, perché appoggiano proprio dove passano le aste.